Zahir85 - 17:51 - domenica, 14 dicembre 2008
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Come corda, tocca e va.
Come suono greve, graffia.
Come armonia in un letto sfatto.
Giro di mulino nel campo di grano.
Tintinnare della novità in un canticchiare curioso.

...
Zahir85 - 23:38 - venerdì, 28 novembre 2008
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Isabelle veniva dal paese delle meteore, dei cataclismi, delle catastrofi, delle devastazioni. La sua voce era liberazione, il futuro. Isabelle mi portava il respiro del Mare del Nord.
V. Leduc

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Zahir85 - 13:22 - domenica, 23 novembre 2008
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Lui mi piace!
Zahir85 - 10:09 - domenica, 02 novembre 2008
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Senza paura di guardare,
vedo la ferita,
senza paura di sentire,
come sull'altalena:
vicino e lontano,
vento in faccia,
un moto che non si arresta,
un gioco che non si butta via.

Zahir85 - 12:37 - sabato, 18 ottobre 2008
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Tante volte la mia vita è cambiata improvvisamente: scelte improvvise, non maturate; eppure con esito finale soddisfacente.
Succede, per contro, che più mi fermi a pensare, più il dolore cresca.
Succede che penso all'idea di voler accantonare alcuni pensieri e focalizzarmi su altri, meno taglienti.
La noncuranza uccide, la mancanza di controllo con essa, l'inaspettata mancanza di rispetto.
Ho mancato anch'io, più volte, è umano; ma le aspettative, sempre loro, maledette.
Voglio riaprire la mente, ritrovare le energie, riavere elasticità.
Voglio che un cane possa vivere a quattro anni e non subire eutanasia per noncuranza, non rispetto, non controllo.
Ci vuole attenzione.

Zahir85 - 17:08 - martedì, 14 ottobre 2008
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aspetta

aspetta

aspetta

aspetta

aspetta...

 

Suggerimenti???

Zahir85 - 14:04 - venerdì, 26 settembre 2008
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Nelle sere di festa familiari c'era sempre l'organetto di madreperla color carta di caramella Rossana. Ricordo come lo guardavo con occhi di bambina: quell'oggetto per me gigantesco, pesante di mole e responsabilità, sulle gambe di quel nonno buono.

E le feste si susseguono, quello zio beve ancora, tuo padre ha la solita espressione da Brontolo, i piccoli fanno i grandi e il nonno suona ancora "Mi scappa la pipì" e "Calabrisella" e "Romagna mia".
Guardo quell'oggetto, gli attimi che ci hanno sempre divertiti, e lo vedo diverso:
non più pesante, non più gigante e non più gravoso da portare.




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